Il sogno

Autore Marianna Fedele

Descrizione Il racconto scaturito dall’incipit della prima fase del contest: uno squarcio di una inquieta quotidianità in bilico tra due differenti modi di sognare…buona lettura.

postato il 2009-04-15 02:48:41

Maree nel cielo…

Venti sotterranei si scatenano,

Ed è spettacolo per tutti quelli che assistono.

Io con le gambe accovacciate

Mi chiudo in uno scrigno

Su quegli scogli che

Stanno al di sopra della baia…

Piccola baia

Prende i colori del deserto

Ma l’orizzonte

E’ un pò confuso

Dal verde e dal rosso

Del mare che si proietta nel cielo…

Affianco mia sorella,

I suoi capelli si muovono

Nel ritmo del vento,

I suoi boccoli corti

Sul viso,

Malinconico di conforto.

Ma la mia gioia,

Che nell’acqua ascolta,

Vede quello che accade,

E si trasporta

Bagnando il suo corpo.

E’ il solito sogno che rivedo come in uno specchio riflesso e che mi lascia sempre uno striatura di malinconia. Mi rivedo a quel tempo, bambina, un po’ tonta, con gli occhi miopi azzurri in mezzo ai giochi che fa la luce e alle linee oblique, quella geometria dell’esistere, che è la mia terra d’origine, terra lieve di sogno che di colpo si fa pietra aguzza e nera, orizzonte di linee aspre, ma se svolti l’angolo il paesaggio si muta: occhi di mare nei cortili dei gerani tra le mani maschie che strappano vesti di fanciulle piene di passione, occhi di fuoco che ti spiano, che non ti lasciano mai dietro le finestre. Qui il sesso spinge, opprime, come l’omertà tutta araba. Il fico d’india spinoso, che nel fondo è dolce, morbido, senza difesa, è l’emblema di questa terra …

Mi sono svegliata con difficoltà, tardi, e sono andata a prepararmi la colazione. Ma ero ancora piena di sogni, cieli grigi di cristalli, mi stavano ancora davanti agli occhi, e l’acqua del rubinetto era grigia e blu, larga come un braccio di mare. In cucina c’erano ancora le bollette scadute, e la lettera di sfratto del padrone di casa, e poi i piatti, i bicchieri, le posate … che schifo! Mi sono seduta, come in abbandono, con le braccia e la mente arrese. Ecco, il mondo sprofonda nel suo caos originario … l’unica cosa da fare è … continuare a sognare.… In quel momento è venuto lui -la mia gioia- alle mie spalle, a sorpresa. Mi ha abbracciata, mi ha avvolta con il suo abbraccio saraceno, di possesso, dominio. Non l’avevo sentito entrare. La nostra storia è la storia di tanti, due corpi non reali. Del resto non c’è nulla di più reale del corpo che si immagina, ma non c’è nulla di meno reale del corpo che si tocca.

“Vieni, Corina” mi dice “cerchiamo il mistero nei nostri corpi aperti al desiderio, svegliamo l’arcano che è in noi”

“… Lascia stare, ho un problema” gli rispondo spinosa …

“Tu non hai problemi, hai sfide”.

“Chiusura dei giochi. Basta”.

“E no, e noo!, ti ho nel mio radar … non scappi. La tua assenza è stata infinita, Corina.”

Non lo stavo ascoltando.

“E’ tutto uno schifo – urlai – , tutto è senza senso, i giorni e le notti l’alba il tramonto, tutto è perduto Sono dieci anni che stiamo insieme come idioti a guardare fuori dalla finestra, con la speranza che prima o poi passi l’unicorno”.

“Ma che dici, Corina, non sai che mi hanno pubblicato l’ultimo libro, “ Il tuo pube nero befferà la morte”. L’editore è entusiasta, mi ha detto che le prospettive sono molto buone. Vedrai …”

“I libri non servono a niente, i romanzi sono finiti da duecento anni. Tutto è stato detto … Si può scrivere la verità, ma non serve a niente, a niente. A che sono serviti vent’anni di studio se non ce la facciamo neppure a pagare l’affitto? … E poi dovevi proprio andare a Parigi , per il libro? … C’è sotto una donna, vero?”

“Che dici? … E poi perché lamentarsi, tutto è vita, anche l’immondizia ha una sua poetica, lo sai, no? Guarda ad esempio le foto del cinese Yao Lu. Il mondo non finirà per questo breve sforzo, per questo breve o lungo sguardo. Dimmi: che cosa vuoi? Comprare un abito da sposa o un sudario?”

“Vorrei avere un po’ di felicità, se esiste; una possibile armonia, con me stessa, con gli altri, con la natura. Vorrei vivere in libertà di spirito … e scoprire che esiste l’unicorno, e lo possiamo catturare”.

Lui prese le bozze del suo ultimo libro, tirò fuori un foglio e me lo diede.” Ecco, questo è per te: “Lei si spogliò che il mare era di cobalto, di un azzurro che non riusciva a fondersi né con le rocce né con le montagne. La campagna in quel momento non era fatica e pena, ma qualcosa d’altro. Era una giornata ferma, di rami immobili. Lo zirlo dei tordi nell’uliveto e il fruscio degli abiti, che cadevano, suonavano come i cristalli”.

Pensai che era bello quello che aveva scritto, anzi stupendo per una storia di corpi. Ma chissà perché mi ricordai mio padre con la racchetta da tennis, che agitava come una sciabola di fuoco, e mi chiamava, mentre io inseguivo le farfalle gialle che bevevano l’aria, il nulla che si fa carne e volo, e profumo. Corina – urlava – vai dal custode e fai accendere la caldaia … L’acqua è fredda …

“L’unicorno non può essere catturato da nessuno, Corina. Soltanto una fanciulla purissima che troverà asilo nel grembo della Vergine potrà farlo. E non sei più tu quella fanciulla. Ma che importa? Io ti amo lo stesso” e mi bacia.

“Lasciami!, non ti credo affatto. Lo so, lo sento che mi hai tradito”.

“Perdonami. Ti ho mentito. C’era una donna con me, a Parigi, che si pettinava i lunghi capelli sulla Senna e cantava al ritmo del fiume che scorre, ma io amo solo te. “Tu sei donna che apre riviere” e questa aria fresca di prima mattina fa volare stracci e bandiere. Chi legherà mai le mani al vento?”

Continua a sognare per me, mia gioia …

Il sognoultima modifica: 2009-04-15T22:42:47+00:00da romaeuropawf
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36 pensieri su “Il sogno

  1. Dunque, provo a commentare anche questo, dal mio parzialissimo punto di vista.
    In tre parole, non è evocativo.
    Non perché in sé un racconto debba necessariamente essere evocativo, ma perché questo in particolare è pieno di immagini che a me non arrivano.
    Ora, può sempre darsi il caso – non lo escludo, tutt’altro – che io sia un po’ troppo vulcaniano per “ascoltare” certe cose, però quello che scrivi parte, ma non arriva. Mi sembra che il dialogo privato tra i personaggi sia troppo privato, inaccessibile anche a me che leggo.
    L’accostamento di gelosie mediterranee e unicorni, ad esempio, non lo riesco a leggere. Tutto mi fa pensare che sia significativo, ma non trovo il significato – che non è spiegato neppure dentro il racconto stesso.
    E, permettimi, ma il paragrafetto sull’affitto mi pare, nel contesto, forzato.

  2. Ok. Due commenti, entrambi negativi. 20 voti. Prima posizione. Confermo le mie perplessità..
    Però giuro, non ne parlo più, torno a parlare dei racconti.
    Anche io mi sono annoiato, e tanto.
    Davvero anche io non riesco a leggere alcuni punti. mi rifiuto proprio.
    il “mia gioia” finale è la degna conclusione.
    Un miracolo che ci sia arrivato a leggerla la fine. e sono solo 5400 battute..

    ..però è primo..

    mah..

  3. Ok, puoi anche smetterla di farti votare dagli amici e andarti a rileggere la parte di regolamento sul peso relativo del voto popolare.
    Non solo non sai scrivere, ma ti prendi anche in giro da sola. Non sarà il caso di smettere di fare entrambe le cose?

  4. Concordo veramente con giu. Il cosidetto siluro imperversa con commenti gratuiti, spesso assumendo il tono saccente tipico di chi non ha alcuna risorsa, se non la volgarita’. Propongo di pubblicare tutti i suoi commenti: la carta igienica andrebbe a ruba.

  5. comunque maria’…non me ne volere, ma il racconto non mi convince. e poi 68 voti e una decina di commentatori appena…mah…io aspetterò ancora un po’ per votare (non ho votato manco il mio pensate un po’:-))

  6. cara ELEAZZARO, ma l’hai vista la mia media? sai cosa vuol dire? che quelli che hanno votato positivamente il mio racconto saranno una ventina (non mi sembrano tantissimi tu che dici?), tutti gli altri (circa 50!!)sono i famosi ‘una stella’ per abbassare la media…adesso dici ancora ‘mah’?..

  7. mi duole contraddirti, ma nel mio calcolo c’erano compresi gli “uno punitivi” che abbiamo preso praticamente tutti in ugual misura.. solo che molti hanno gli uno punitivi e NON hanno una ventina di voti positivi, ma guarda caso hanno un numero paragonabile al tuo di commenti;-) senza rancore eh!

  8. fammi capire: questi ‘molti’ che hanno la stessa quantità di uno punitivi e meno di 20 voti positivi – e che quindi dovrebbero avere come media praticamente 1 – e con un numero di commenti simile al mio, ma dove sono??? indicameli concretamente, altrimenti non ti posso dare molto credito.

  9. inoltre: i commenti positivi che stanno in giro per il contest pensi che siano tutti autentici? ma dai…
    cmq, questo concorso è divenuto il regno di veleni, invidie, voti falsi, commenti falsi, ed è un vero peccato, perchè avrebbe potuto prendere un’altra direzione, se non fosse stato ‘invaso’ da un certo tipo di gente..

  10. “Ad un certo punto fai effettivamente riferimento a qualcosa che è successo, ma risulta ostico capire cosa:
    “Ma la mia gioia,
    Che nell’acqua ascolta,
    Vede quello che accade,
    E si trasporta
    Bagnando il suo corpo.”
    Se “quello che accade” è un semplice riferimento alla condizione atmosferica a cui la protagonista assiste, il lettore rischia di non trovare particolari stimoli per proseguire la lettura, se invece ci si riferisce a qualcos’altro che non viene detto, siamo di fronte ad un personaggio che si chiude nel suo guscio intimista e fa riferimento a qualcosa non comprensibile all’esterno, e questo ripiegamento su di sé e sulla propria lingua privata è qualcosa che consiglierei di evitare. Se possibile, sviluppa questo evento nelle parole che seguono, in modo da dare il via, effettivamente, ad una storia.”

    Per chiarirsi e uscire dalla bagarre, è questo quello che non hai fatto, in particolare non hai evitato il ripiegamento su una lingua privata. A mio modesto avviso.

    Poi, per favore, se lo conosci, di’ a Giuliano che eviti di fare il guappo. Grazie

  11. Scommetto che se io avessi pubblicato uno stralcio dell’ “Ulysses” di Joyce spacciandolo per una mia creazione originale, i coltissimi commentatori che mi hanno preceduto lo avrebbero immediatamente definito “immondizia letteraria”.
    E bravi i critici dell’ultim’ora, continuate pure a scambiare il flusso di coscienza per deviazione psicopatologica e vi ritroverete a non sapere più qual’è la differenza tra un romanzo e l’elenco telefonico.
    Per quanto mi riguarda, “Sogno” è un eccellente esperimento di contaminazione di stili narrativi accomunati dal pensiero fluido dell’io narrante. In questo racconto l’attività elettrica della mente sposa il moto ondulatorio delle maree che si riflettono nei cieli che sovrastano le pietre di un’antica terra del sud. E i quattro elementi dell’universo vivono e combattono nella coscienza dell’autrice che, però, non si lascia mai intrappolare dalla grevità del contingente, ma percepisce e descrive con efficacia la sostanza metafisica che sottende al respiro, al desiderio e alla Creazione.

  12. per Roberto Russo: ti ringrazio infinitamene per il sostegno e per l’ottimo commento. Qui ormai stava diventando un’arena all’ultimo sangue…
    per Si-luro: ma come ti permetti? Spero che i curatori del contest facciano qualcosa per il tuo caso…

  13. Mah..tutti questi commenti così vuoti che mirano troppo evidentemente solo a cercare di abbassare il livello dei potenziali concorrenti li ritengo davvero insulsi!
    Per Marianna: il racconto è davvero toccante! forse perchè sono donna? O forse perchè non partecipo alla competition?..mmm

  14. Per Germana: apprezzo molto la citazione ma la ritengo inappropriata, perché non mi riferivo a una visione surrealista della realtà, ma ad un approccio decisamente più “oggettivo” nella valutazione della materia letteraria, e alla sottile (ma non inviolabile) linea di demarcazione che esiste tra i vari generi.
    Ciò che forse è sfuggito a molti commentatori “frettolosi” è che il brano di Marianna Fedele oltre a notevoli punte di lirismo, raggiunge anche elevati livelli di ambiguità semantica ed è proprio questo il suo maggior pregio, e, se vogliamo, anche l’aspetto più “surreale” della sua scrittura.

  15. Per Germana: apprezzo molto la citazione ma la ritengo inappropriata, perché non mi riferivo a una visione surrealista della realtà, ma ad un approccio decisamente più “oggettivo” nella valutazione della materia letteraria, e alla sottile (ma non inviolabile) linea di demarcazione che esiste tra i vari generi.Ciò che forse è sfuggito a molti commentatori “frettolosi” è che il brano di Marianna Fedele oltre a notevoli punte di lirismo, raggiunge anche elevati livelli di ambiguità semantica ed è proprio questo il suo maggior pregio, e, se vogliamo, anche l’aspetto più “surreale” della sua scrittura.

  16. roberto ti ho risp nella pag di eleazzaro: il mio appunto era un gioco fine a se stesso, non intendevo pronunciarmi sul dibattito in questione…solo distendere un pò i toni con una osservazione che esulava e che nn voleva esser polemica nei tuoi confronti. colgo l’occasione per invitare quanti continuano a mettermi CENTINAIA di voti bassi a metter a profitto la loro facoltà di esprimersi MOTIVANDOLI! tanto bene a tutti,
    G.

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