Marlboro rosse e chewingum alla frutta

Autore Antonella Scotti

Descrizione Due ragazzine. Due vite. Apparentemente rette parallele destinate a non incontrarsi mai…

postato il 2009-01-30 06:52:28

Pamela gambe lunghe e sguardo da cerbiatta. Fendeva l’aria con passo felino e una lieve inclinazione del capo.

L’ho conosciuta in prima liceo. Quel giorno indossava jeans attillati e un pull dolce vita con l’eleganza dei manichini dei grandi magazzini. I capelli biondi, raccolti in una coda di cavallo, ondeggiavano al ritmo lento della sua andatura. I maschi, spalmati contro la cancellata, le sbavavano dietro arrapandosi al solo vederla sistemarsi la spallina del reggiseno o aspirare, con voluttà, una marlboro rossa di circostanza. Io, a quei tempi, il reggiseno ancora non lo portavo e masticavo chewingum alla frutta.

Marlboro rosse e chewingum alla fruttaultima modifica: 2009-01-30T16:51:00+00:00da romaeuropawf
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8 pensieri su “Marlboro rosse e chewingum alla frutta

  1. Brava Antonella, quasi ho faticato a riconoscere il tuo stile all’inizio, ma poi eccolo far capolino verso il finale. Quest’ultimo ad effetto, mi viene voglia di saperne di più. La ricchezza di particolari caratterizza i personaggi senza appesantire i periodi. Brava!

  2. Le condizioni della liberatoria sono un po’ troppo restrittive.
    Sto pensando di rinunciare alla partecipazione al concorso: se devo cedere qualsiasi diritto alla Telecom&Co. per una cosa che poi, magari, in futuro potrei voler modificare o pubblicare sul mio blog qualora non dovessi vincere (e, obiettivamente, ho visto incipit più promettenti) allora non so se valga la pena cedere qualsiasi forma di diritto. Se non vinco ma scrivo cmq una cosa bella o migliorabile, tutto finisce nel dimenticatoio. Insomma, capirei questa liberatoria per i testo vincitore, ma per tutti e 25 mi pare eccessivo.
    E nota che sul blog pubblico sotto licenze CreativeCommons, cioè SENZA diritto d’autore.

  3. Ciao Antonella,
    qualche consiglio che spero ti possa essere utile per proseguire nella scrittura del tuo racconto:
    il tuo incipit mi ha colpito per lo sguardo al limite tra l’ingenuo e il cinico. Ed è proprio su questo sguardo che continuerei a lavorare, perchè è allo stesso tempo il punto di forza del tuo incipit e la trappola nella quale puoi cadere se non lo tieni sotto controllo. Mi spiego meglio.
    Partiamo dall’attacco:
    “Pamela gambe lunghe e sguardo da cerbiatta. Fendeva l’aria con passo felino e una lieve inclinazione del capo.”
    in tre righe utilizzi quattro luoghi comuni. Credo che tu lo faccia in piena consapevolezza, perchè poi nei periodi che seguono dimostri di padroneggiare piuttosto bene i meccanismi della narrazione e della frase ad effetto (il tuo incipit è un vero e proprio teaser, la frase finale, in particolare, funziona perfettamente da acchiappa-lettori). Stai attenta però a non lasciarti prendere la mano con i luoghi comuni, o meglio, se eccedi in un senso (accumulazione di: nome da femme fatal, caratteristiche fisiche da femme fatal, espressioni iper-codificate e inflazionate come “fendere l’aria” e “passo felino”), devi poi lavorare di scarto per convincere il lettore che quella voce narrante parla così perchè si prende in giro da sola, è autoironica (o cinica, o scafata, come preferisci definirla tu), e soprattutto lo fa consapevolmente ma non è l’unico linguaggio di cui è capace. Le 100 parole erano troppo poche per poterlo dimostrare in modo evidente, ma mi sembra che l’ultima frase contenesse già una specie di dichiarazione d’intenti, in questo senso. Spero che sulla “lunga distanza” tu riesca ad evolvere quella voce e a farne emergere quelle sfumature che mi è parso di intravedere (per quanto poche, 3 pagine sono già una lunghezza che rende giustizia a chi ha una buona penna e qualcosa da raccontare e smaschera chi è capace solo di qualche frase ben costruita).
    Ultima cosa: attenta all’accumulazione di verbi nella costruzione del periodo: questo, in particolare, ne concentra 6 in un coagulo, se pur corretto, molto pesante e arzogogolato, considerando il concetto relativamente semplice che la frase esprime;
    “I maschi, spalmati contro la cancellata, le sbavavano dietro arrapandosi al solo vederla sistemarsi la spallina del reggiseno o aspirare una marlboro rossa di circostanza”.

    buon lavoro,
    se hai domande io ci sono
    Linda

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